I Perdibili #21
La newsletter che non ti dice cosa è "necessario" o, addirittura, "imperdibile", ma che ti toglie i sensi di colpa e ti dice cosa è perdibile
Tempo risparmiato fidandovi di questo numero della Newsletter: dieci ore.
Mi incuriosiscono molto quei libri che entrano nelle classifiche dei più venduti, ma che, però, non vengono mai presi in considerazione proprio da chi si occupa di libri. La teoria di lasciare andare di Mel Robbins, Padre ricco Padre povero di Robert T. Kiyosaki, Intelligenza emotiva di Daniel Goleman, Il potere di adesso di Eckhart Tolle e simili. Potete trovate recensioni approfondite di libri che non arrivano a cento copie e sfogliare decine di pagine di inserti culturali senza un solo rigo dedicato a La sottile arte di fare quello che c***o ti pare di Mark Manson. Anche se su Amazon hanno più recensioni di Guerra e pace sono, evidentemente, considerati non veri libri, ma “libroidi” e quindi meritevoli di poco interesse. (In un paio di occasioni, in passato, ho anche domandato a qualcuno: “mi fate scrivere di quei libri che voi considerate brutti? Ma la proposta non ha mai suscitato interesse).
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Non fraintendiamoci. Con questo non voglio dire che La teoria di lasciare andare sia un libro imperdibile, ma che almeno merita qualcosa in più della sola scrollata di spalle.
Nelle prime pagine, Mel Robbins rivela che la sua vita ha cominciato a cambiare quando si è imposta “la regola dei cinque secondi”. Ogni volta che non hai voglia di fare qualcosa, imponiti di contare fino a cinque e poi comincia a farla. Non hai voglia di cercare lavoro? Conta fino a cinque e poi comincia a telefonare o ad aggiornare il tuo CV. Non hai voglia di alzarti dal letto o di andare in palestra? Conta fino a 5 e poi alzati o vai a correre. Non hai voglia di scrivere la NL, questa settimana? Eccoci, invece, a battere sulle lettere. La promessa di felicità di Mel è semplice, ma se non hai voglia neppure di contare fino a cinque…
La teoria di (anche se - lo ammetto - nella mia testa sarà sempre “la teoria del”) Lasciare andare viene applicata in tanti campi (lavoro, amicizia, amore, famiglia, solidarietà sociale) e si basa su rielaborazioni della filosofia stoica o delle filosofie orientali, almeno come le rimastichiamo in Occidente. Lasciare andare, però, non significa lasciare perdere, ma accettare che le cose prendano il loro corso, essere superiori, limitarsi a ciò che si può realmente cambiare, senza farsi rovinare la vita da ciò su cui non si può avere il controllo. Tuttavia, quello che nessuno stoico dell’antichità vi direbbe mai è che imparare a essere imperturbabili è anche un modo per avere successo nella vita. Mel Robbins parla continuamente di mutui e debiti da estinguere, crisi di indivia per amici con la casa più grande della propria e denaro da guadagnare per costruirsi posizione e prestigio. Ma basta guardarsi un po’ in giro per capire, però, che più che un buon metodo di successo da condividere, “lasciare andare” sia il suo metodo di successo e che la cosa non sia replicabile se non per il solito uno su mille che ce la fa.
Tempo risparmiato: 296 pagine molto scorrevoli, circa quattro ore.
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La sottile arte di fare quello che c***o ti pare è molto meno sboccato di quanto il titolo lascerebbe intendere, ha un tono colloquiale, come si conviene a questo genere di manuali, ma non è per nulla sciatto. Mette insieme diversi apologhi, alcuni in effetti un po’ abusati, tipici dei discorsi d’ispirazione o edificanti, ma allo stesso tempo mette in ridicolo (senza essere satirico) gli argomenti triti e ripetitivi del discorso motivazionale. È difficile che possa cambiare effettivamente la vita a qualcuno, ma la sua forza e il suo successo stanno, probabilmente, proprio in questa ammissione. Non avere la pretesa di sconvolgere, ma di offrire qualche consiglio e una lettura piacevole. Per quanto sia un libro completamente diverso, forse la cosa più simile al bestseller di Manson è un altro bestseller ormai più che ventennale: Intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci felici di Daniel Goleman. Libro la cui prima edizione risale ormai al 1995 e che è una sorta di Piccolo principe del self-help per longevità e affetto dei lettori, in cui si spiega che l’intelligenza emotiva può essere anche più importante dell’intelligenza che, di solito, è misurata col QI per ottenere successo nella vita (dove, fortunatamente, intendiamo successo non solo negli affari, ma anche nelle relazioni).
Proprio come La teoria di lasciare andare viene venduto col bollino di qualità: “Bestseller #1 del New York Times. E su Reddit anche questo viene discusso come fosse un manuale di filosofia stoica.
Tempo risparmiato: 190 pagine, anche qui molto scorrevoli, circa due ore e mezza.
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Padre ricco, padre povero di Robert T Kiyosaki.
Questo libro ha superato ampiamente le 40 edizioni, è praticamente sempre nella top 100 di Amazon e al primo posto in quelle categorie assurde tipo “Finanza Personale” (in futuro a ogni libro corrisponderà una categoria assurda di Amazon così qualsiasi autore potrà vantarsi di essere #1 su Amazon).
Erano anni che mi incuriosiva questo titolo e volevo provare a capire le ragioni del successo. “Potrà mai essere solo un Maicol Pirozzi?”, mi domandavo. E la risposta è sì. Puro Maicol Pirozzi. L’infinità di consigli offerta da Kiyosaki per far diventare ricco il lettore si adatta poco al contesto italiano e si riduce al fatto che “produci, consuma, crepa” non è un bel modo di vivere e che tutti potrebbero fare i soldi diventando imprenditori di se stessi. La vera originalità del libro sta nel rovesciamento dei proverbi secondo i quali i soldi vanno dove stanno i soldi. Qui il padre povero dà consigli migliori del padre ricco su come diventare ricchi. Insomma, sarà pure “Finanza Personale” la categoria, ma “Padre ricco, padre povero” non vende illusioni tanto diverse dai libri di narrativa.
Tempo risparmiato: 208 pagine (circa tre ore)
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Se incappi in cose perdibili scrivimi pure. Proteggerò il tuo anonimato.
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Avrei voluto ringraziare chi me l’ha consigliato, ma non riesco a ricostruire da chi mi è arrivato il suggerimento. Fatto sta che il consiglio di questa settimana è The life of Chuck.
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Qui c’è il mio ultimo libro “E anche scrittore. Come ci siamo messi tutti a scrivere”, che, ovviamente, a me sembra imperdibile.
Si parla di come, a un certo punto, persone che per tutta la vita non avevano mai pensato che scrivere fosse piacevole o utile, si sono messe a scrivere recensioni online, messaggi di buongiorno su whatsapp, tweet, status e romanzi.




